Il senno di poi

La scorsa settimana, parlando di decision making nei miei corsi, è tornato alla ribalta un tema collegato: il rimpianto per le scelte passate. Ci si ritrova talvolta a rimuginare sulle cose non fatte, su quelle venute male o su decisioni di cui ci si pente, convinti che questa severità verso se stessi aiuti a non sbagliare più. In realtà, il rimuginio continuo fa l’esatto contrario: consuma l’energia mentale e il potenziale di sviluppo che servirebbero per agire nel presente . Sotto questo blocco si nasconde una distorsione cognitiva molto comune che le neuroscienze chiamano bias del senno di poi: la tendenza involontaria del nostro cervello a credere, una volta che un evento si è verificato, che l’esito fosse ampiamente prevedibile fin dall’inizio.

Questo cortocircuito trasforma la nostra mente in un “tribunale”, dove il me stesso di oggi giudica il me stesso del passato usando un’informazione fondamentale che all’epoca semplicemente non era disponibile: il risultato finale. Per liberarsi da questa trappola e ridurre lo stress da decisione, la chiave è comprendere la profonda differenza che passa tra una scelta sbagliata e una cattiva scelta. Una cattiva scelta è un fallimento nel metodo, come decidere d’impulso senza definire l’obiettivo o senza raccogliere i dati minimi necessari. Una scelta sbagliata, invece, è un’azione basata su un ottimo processo decisionale, ma che produce un esito negativo a causa di variabili impreviste e totalmente fuori dal nostro controllo.

Il rimpianto sistematico nasce dal trattare ogni esito negativo come se fosse una colpa, dimenticando che anche una scelta sbagliata è utile perché contiene una lezione preziosa per il futuro. La soluzione non è l’infallibilità, ma l’adozione di un metodo solido per poi accettare il fatto che non possiamo controllare ogni singola conseguenza. Continuare a rimuginare sul passato equivale a guidare un’auto con gli occhi fissi sullo specchietto retrovisore: un dispendio enorme di attenzione che impedisce di vedere e curare la strada che si sta percorrendo in questo momento.

Anche questo lunedì ho una domanda di coaching per te: se provassi a valutare la tua ultima decisione difficile guardando esclusivamente al metodo che hai usato e non al risultato che ha ottenuto, quale parte del tuo rimpianto sceglieresti di lasciare andare?


Sono un coach e un formatore, posso aiutarti nello sviluppo delle soft skill, nella vendita e nel marketing. I miei percorsi sono sia individuali che di team. Contattami per saperne di più: antonio@sanna.coach

Antonio Sanna

Coach | Formatore


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