La pratica rende perfetti? Dipende…

Ti hanno sempre detto che “la pratica rende perfetti”, vero?

Beh, la parte della pratica è dimostrata anche dalle neuroscienze, ma quella dell’essere perfetti credo richieda una precisazione.

Procediamo con ordine.
Esiste una legge fondamentale nel nostro cervello, la Legge di Hebb, che potremmo riassumere così: “Neuroni che si attivano insieme, si connettono insieme” (Neurons that fire together, wire together).
Ogni volta che ripeti un’azione o un pensiero, stai letteralmente costruendo un’autostrada nel tuo cervello. Più la percorri, più quella strada diventa veloce, isolata (grazie a una sostanza chiamata mielina) e automatica.

Questo è scientificamente dimostrato, ma c’è un problema a mio avviso.
Al tuo cervello non importa se l’abitudine che stai allenando sia utile o dannosa:

  • Se ripeti un movimento tecnico sbagliato, diventerai un esperto nel farlo male.
  • Se reagisci sempre con rabbia a quel collega, stai allenando il tuo cervello a essere reattivo invece che proattivo.
  • Ecc.

Questa è la differenza tra ripetizione meccanica (fare le cose senza pensare, come fumare una sigaretta o controllare compulsivamente lo smartphone) e pratica deliberata.

Ed ecco che entra in gioco il coaching.
Se la pratica è il motore, il coaching è il navigatore (e a volte lo specchio). Un percorso di coaching ti aiuta a:

  1. Svegliare il pilota: ti porta a notare quei percorsi neurali “vecchi” che percorri per inerzia (la consapevolezza).
  2. Inserire la pausa: crea quello spazio vitale tra stimolo e risposta dove risiede la tua libertà di scelta (il feedback del coach).
  3. Costruire nuove autostrade: ti aiuta a definire esercizi specifici per cablare nuove abitudini che siano finalmente funzionali ai tuoi obiettivi (pratica deliberata).

Questa settimana, scegli un’azione che fai abitualmente in “automatico”. Prima di compierla, fermati un attimo e chiediti: “Sto percorrendo questa strada per scelta o per inerzia?”

A volte, la trasformazione inizia semplicemente decidendo di non imboccare l’uscita autostradale di sempre.

Buon lunedì e buon allenamento (consapevole)!

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