È una delle domande più potenti che si possano rivolgere a una persona e a se stessi. Non riguarda i desideri, che sono volatili, ma i valori, che sono le fondamenta. È una domanda di sottrazione che rivela immediatamente le priorità assolute.
Con l’esperienza ho imparato che l’analisi dei valori fondanti è alla base di ogni percorso di coaching, anche (e soprattutto) in ambito aziendale, perché non esiste motivazione più forte della realizzazione dei propri valori.
Spesso pensiamo allo stress come a un eccesso di impegni, ma esiste uno stress molto più logorante: quello che deriva dal negoziare i propri “non-negoziabili”.
Franco Califano cantava che “tutto il resto è noia”. Io aggiungerei che tutto il resto è stress!
Il punto di equilibrio tra la noia (assenza di stimoli valoriali) e lo stress (tradimento dei propri valori) è lo stato di Flow. Entriamo nel flusso quando agiamo nella nostra zona ottimale di performance, ma questo è possibile solo se esiste una gratificazione intrinseca. Quest’ultima si verifica quando c’è risonanza tra ciò che facciamo e ciò in cui crediamo.
Questo principio non è confinato alla vita privata: un brand non si sceglie solo per l’utilità, ma per affinità. Un collaboratore non rimane in azienda solo per lo stipendio, ma anche perché sente che la sua etica personale non deve essere lasciata fuori prima di entrare in ufficio.
Partire dalla domanda “A cosa non potresti mai rinunciare?” non porta a una risposta semplice, né scontata. Spesso ci costringe a guardare in faccia le discrepanze tra chi diciamo di essere e come stiamo vivendo.
Ma è proprio in quella discrepanza che si annida la causa della nostra insoddisfazione e, di riflesso, la chiave per risolverla. Buon lunedì e buona riflessione.
Sono un coach e un formatore, posso aiutarti nello sviluppo delle soft skill, nella vendita e nel marketing. I miei percorsi sono sia individuali che di team. Contattami per saperne di più: antonio@sanna.coach

Antonio Sanna
Coach | Formatore

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