Oggi è lunedì, e come tutte le settimane, le agende si riempiono, le e-mail si accumulano e le giornate iniziano con una serie di “cose da fare” che ci spingono a interagire con colleghi, superiori e clienti. Spesso, queste interazioni sono puramente formali: uno scambio di informazioni per portare a termine un compito, nel rispetto di ruoli e procedure.
Questo tipo di relazione, così comune nel mondo del lavoro, è ciò che il famoso studioso delle organizzazioni Edgar Schein definisce relazione di livello 1.
Sono relazioni necessarie, ma limitate. La comunicazione è formale, la fiducia è minima e lo scambio si ferma alla superficie. Non c’è spazio per la vulnerabilità, la creatività o la risoluzione di problemi complessi, perché si agisce in base a ciò che ci si aspetta dal nostro ruolo, non da chi siamo come persone.
Dalla cortesia alla cooperazione: il potere della fiducia
Ma cosa succede quando un gruppo di persone inizia a conoscersi davvero? Quando la comunicazione va oltre le formalità e abbraccia la vulnerabilità, la curiosità e il rispetto reciproco?
Schein definisce questo tipo di interazione relazione di livello 2: una connessione basata sulla fiducia personale, dove si vede l’altro non solo come un ruolo, ma come una persona, con le sue competenze, le sue paure e le sue esperienze.
In un’organizzazione, la transizione dalle relazioni di livello 1 a quelle di livello 2 è un passo decisivo per l’innovazione, l’efficienza e il benessere. In un ambiente di fiducia, le persone:
- Comunicano in modo più aperto: si sentono libere di condividere idee, dubbi e problemi senza timore di essere giudicate.
- Aumentano la produttività: la collaborazione diventa più fluida e i processi si velocizzano, perché si superano le barriere burocratiche e personali.
- Affrontano i problemi complessi: la risoluzione dei problemi diventa un processo collettivo e creativo.
Il vero obiettivo della formazione: relazioni che trasformano
Spesso, quando un’azienda mi ingaggia per un corso di formazione, l’obiettivo dichiarato è “migliorare la comunicazione” o “sviluppare nuove competenze”. Ma, dietro le quinte, il vero impatto del mio lavoro è ben più profondo.
Il mio ruolo non è solo quello di trasmettere un contenuto, ma di creare lo spazio in cui le persone possono costruire queste relazioni di livello 2. Un’aula di formazione è uno spazio protetto in cui, liberi dalle pressioni della routine lavorativa, i partecipanti possono conoscersi, lavorare insieme e abbattere i muri invisibili che di solito li separano.
Il valore di un percorso formativo non si misura solo dalle slide mostrate o dagli appunti presi, ma anche dalle relazioni che i partecipanti portano con sé dopo la fine del corso. Questo capitale di fiducia e cooperazione diventa il vero motore del cambiamento, trasformando non solo le persone, ma l’intera organizzazione.
Perché, in fondo, l’efficienza non nasce solo dalle procedure, ma dalle persone che scelgono di fidarsi e di lavorare insieme. E tu, quali relazioni stai costruendo nel tuo lavoro?
Sono un coach e un formatore, posso aiutarti nello sviluppo delle soft skill, nella vendita e nel marketing. I miei percorsi sono sia individuali che di team. Contattami per saperne di più: antonio@sanna.coach

Antonio Sanna
Coach | Formatore

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