Correre con il freno a mano tirato

Chiediamo sempre più spesso alle persone di avere spirito di iniziativa. Vogliamo creatività, proattività, visione imprenditoriale. Vogliamo che si prendano dei rischi.

Poi, però, le imbrigliamo dentro processi rigidi, iter di approvazione infiniti e una lista sterminata di paletti procedurali.

Le invitiamo a correre veloci, ma con il freno a mano tirato…

Quando con il tempo le persone smettono di proporre idee e si rifugiano nel “compitino”, la diagnosi del manager è quasi sempre la stessa: «Manca l’impegno». «Non hanno abbastanza fame».

In psicologia questo si chiama “errore fondamentale di attribuzione”. È la tendenza sistematica a spiegare il comportamento degli altri attribuendolo interamente a un loro limite individuale (la pigrizia, la mancanza di motivazione), ignorando del tutto l’impatto del contesto.

Ma potrebbe esserci un’altra spiegazione.

Se ogni volta che una persona prova a fare un passo fuori dal tracciato incontra un muro burocratico o il timore di essere punita per un errore, smetterà di provarci.

Non è mancanza di spirito d’iniziativa, è un adattamento intelligente a un sistema che premia l’obbedienza e punisce la deviazione.

Non puoi chiedere lo spirito di un imprenditore e poi offrire la libertà d’azione di un esecutore.

La domanda di coaching di questa settimana è rivolta a chi ha la responsabilità di guidare le persone: “se la mancanza di proattività che vedi nel tuo team non fosse un loro limite personale, ma una risposta del tutto razionale al contesto e alle regole che hai creato?”

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