Quante volte guardi indietro al tuo percorso e pensi: “Ho sbagliato tutto”, oppure “Quanti anni ho perso a fare la cosa sbagliata”?
Questa sensazione di smarrimento o il timore di “impantanarsi” nel lavoro sono il cruccio di molti manager, venditori e professionisti, soprattutto quando le sfide e l’incertezza sono alte.
Durante le sessioni di coaching, mi sono confrontato con un coachee (chiamiamolo Marco) che viveva un momento di profonda crisi. La sua vita, a causa di eventi inattesi, si era “rotta”. I vecchi valori erano in discussione e lui si sentiva diviso tra opportunità eccitanti (un potenziale dottorato internazionale) e la paura di fare l’ennesima scelta affrettata e di “perdere tempo”.
Il suo problema non era mancanza di opzioni, ma la mancanza di una storia coerente che le unisse. Guardava alle sue deviazioni (il percorso di studi atipico, le esperienze lavorative) come a degli errori, e al futuro come una collezione di bivi che lo paralizzavano.
Marco aveva anche la tendenza a confrontarsi inconsciamente con la tipica narrazione della “persona di successo”, che secondo lui deve essere “risoluta” e sapere fin dall’inizio cosa vuole e quindi segue una linea retta.
Ma la verità, è che le vite di successo non sono lineari. Sembrano tali solo perché, a posteriori, vengono ricostruite in una storia coerente.
Ciò che ammiriamo come “risolutezza” è, in realtà, la capacità di trasformare un percorso caotico in una narrazione che ha senso compiuto.
Il mio lavoro con Marco è stato aiutarlo a capire che la sua vita non era una collezione di errori, ma un ricchissimo materiale narrativo in attesa di essere riordinato.
- Legittimare il caos: abbiamo riconosciuto che la sua sensazione di confusione non era un difetto personale, ma la norma. Abbiamo smesso di confrontare la sua storia interna e disordinata con le finte storie esterne e lineari.
- Dare senso al fallimento (o alla deviazione): la crisi emotiva non era un punto finale, ma lo snodo narrativo che gli ha permesso di rivalutare i suoi valori più profondi (crescita professionale, utilità sociale). Quella che sembrava una perdita di tempo è diventata l’esperienza che lo ha reso la persona che è.
- Costruire la trama futura: il coaching non gli ha dato la risposta, ma la consapevolezza di poter essere l’autore della sua prossima storia. Gli ha permesso di vedere che ogni esperienza passata – dai numeri, alla natura, al desiderio di utilità sociale, all’imprenditoria – era un elemento narrativo prezioso che ora poteva mettere insieme per giustificare una scelta futura.
Il coach, in questo senso, diventa un facilitatore nella costruzione di una nuova storia di vita. Ti aiuta a trasformare i frammenti caotici in una narrazione coerente che ti dà la fiducia e la direzione necessarie per agire.
Se senti che la tua vita o la tua carriera sono bloccate in una trama che non ti rappresenta più, sappi che è possibile riscriverla. Magari non ti serve un nuovo piano, ma solo un nuovo senso.
Se sei pronto a trasformare i tuoi “errori” in capitoli essenziali della tua storia di successo, scrivimi in privato. ✍️
Sono un coach e un formatore, posso aiutarti nello sviluppo delle soft skill, nella vendita e nel marketing. I miei percorsi sono sia individuali che di team. Contattami per saperne di più: antonio@sanna.coach

Antonio Sanna
Coach | Formatore

Lascia un commento