Per uno strano gioco del caso, durante la scorsa settimana la domanda che ho ricevuto di più è stata: “Antonio, come posso motivare i miei collaboratori?”
La mia risposta è stata una cosa del tipo: “E se smettessi di demotivarli?”
Sembra una provocazione, ma è un cambio di paradigma totale. Spesso pensiamo alla motivazione come a qualcosa che va “iniettato” dall’esterno, come un carburante extra. In realtà, la motivazione è più simile a una fiammella interiore: non dobbiamo accenderla noi, dobbiamo solo smettere di soffiarci sopra o di coprirla con troppa burocrazia, micro-management o mancanza di ascolto.
Deci e Ryan, nella loro teoria dell’autodeterminazione, ci dicono che abbiamo bisogno solo di tre cose: autonomia, competenza e relazione.
Ma come fai a sapere di cosa ha bisogno esattamente quella risorsa in quel momento? Non c’è un modello universale, c’è solo l’ascolto. Ascoltare attivamente significa capire cosa alimenta quella fiammella individuale e, soprattutto, cosa la sta spegnendo.
Il ruolo del leader non è quello di un “motivatore da palco”, ma quello di un facilitatore di potenziale. Non devi aggiungere peso, devi liberare risorse. Devi creare lo spazio affinché l’iniziativa personale possa fiorire.
Proviamo a ribaltare la prospettiva.
In questa settimana, invece di chiederti “Cosa posso dire per motivarli?”, prova a chiedere a un tuo collaboratore: “C’è qualcosa che ti sta frenando?”
Il coraggio di togliere è il primo passo per far crescere.
E tu? Hai mai avuto un capo che, cercando di motivarti, ha ottenuto l’effetto opposto?

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