Guardando ad alcune dinamiche lavorative che mi sono capitate nell’ultimo periodo, mi sono ritovato a fare alcune riflessioni sul feedback (in particolare di miglioramento) che voglio provare a riportare in queste righe.
Quando riceviamo un’osservazione su qualcosa che non ha funzionato, la nostra prima reazione spontanea è spesso di difesa. Tendiamo a rifiutarla, soprattutto se sentiamo che la responsabilità non è interamente nostra o se lo sforzo che ci viene richiesto non è pienamente riconosciuto.
Si tratta di un normale funzionamento cognitivo. Gli studi sulla comunicazione dimostrano che le critiche correttive attivano istantaneamente i nostri sistemi di protezione dell’identità, generandoci un oggettivo fastidio. Per questa ragione, la competenza più importante che possiamo sviluppare non è l’accettazione passiva, ma la capacità di giudizio.
Prima di respingere un feedback perché punge, o prima di accoglierlo acriticamente subendone il peso, è necessario darsi il tempo di analizzarlo con lucidità, separando l’impatto emotivo dai dati reali.
Evitare quel confronto ci priva dell’opportunità di uscire dalla nostra zona di comfort ed ampliare le nostre competenze che poi alla fine rimangono nostre e rappresentano un tornaconto reale da quella situazione non proprio piacevole.
Il feedback assomiglia a uno specchio che qualcuno ci porge per mostrarci un angolo cieco che da soli non possiamo vedere. L’errore più comune è voltarsi dall’altra parte solo perché l’immagine riflessa mette in luce un nostro difetto di postura professionale. Certo, a volte lo specchio dell’interlocutore può essere curvo o deformato da dinamiche personali, ed è nostro dovere accorgercene per non lasciarci condizionare, ma se lo specchio è dritto e ci mostra una verità sul nostro modo di agire, assumersi la responsabilità di quella parte di riflesso è l’unico modo che abbiamo per evolvere.
Ora una domanda di coaching per te: se provassi a guardare l’ultimo feedback ricevuto isolando il fastidio del momento, quale elemento di quell’immagine descrive un’area su cui puoi scegliere di lavorare già da ora?
Sono un coach e un formatore, posso aiutarti nello sviluppo delle soft skill, nella vendita e nel marketing. I miei percorsi sono sia individuali che di team. Contattami per saperne di più: antonio@sanna.coach

Antonio Sanna
Coach | Formatore

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